September 23, 2026

Droni agricoli negli oliveti liguri: 1 ettaro trattato in circa 15 minuti

Droni agricoli negli oliveti liguri: 1 ettaro trattato in circa 15 minuti

‍Droni agricoli, olivicoltura di precisione e terreni terrazzati: una prova condotta a Lucinasco, in Liguria, mostra come i droni possano diventare uno strumento interessante per i trattamenti negli oliveti difficili da raggiungere con i mezzi tradizionali.

La sperimentazione a Lucinasco

A Lucinasco, in provincia di Imperia, è stata condotta una prova in campo per valutare il potenziale dell’utilizzo dei droni agricoli nei trattamenti contro la mosca dell’olivo, Bactrocera oleae.

La mosca dell’olivo rappresenta una delle principali problematiche fitosanitarie per l’olivicoltura mediterranea e può incidere sulla quantità e sulla qualità della produzione.

Secondo quanto riportato dal CeRSAA, il dato operativo emerso dalla prova è particolarmente interessante:

1 ettaro trattato in circa 15 minuti.

Un risultato che porta l’attenzione non soltanto sulla velocità di esecuzione, ma soprattutto sulle possibili applicazioni dei droni agricoli negli oliveti caratterizzati da condizioni morfologiche difficili.

Perché i droni agricoli sono interessanti in Liguria?

L’olivicoltura ligure presenta caratteristiche molto diverse rispetto a quella praticata in grandi appezzamenti pianeggianti.

Numerosi oliveti sono infatti collocati su pendii ripidi, terrazze in pietra e appezzamenti con accessibilità limitata.

In questi ambienti, l’utilizzo di trattori e attrezzature terrestri può richiedere:

  • accessi adeguati;
  • spazio sufficiente per le manovre;
  • terreni percorribili in sicurezza;
  • movimentazione delle attrezzature tra le diverse terrazze.

Quando queste condizioni non sono disponibili, le operazioni possono diventare più lente, complesse o, in alcuni casi, difficili da eseguire con i mezzi tradizionali.

È proprio in questo scenario che l’utilizzo di un drone agricolo può diventare particolarmente interessante.

Come può operare un drone agricolo in un oliveto terrazzato?

A differenza delle attrezzature terrestri, il drone opera dall’alto.

Il volo può essere programmato attraverso traiettorie preimpostate, permettendo al mezzo di lavorare sopra la chioma degli alberi senza dover necessariamente attraversare le terrazze con un veicolo.

Questa caratteristica può offrire diversi vantaggi operativi.

Accesso agli oliveti difficili da raggiungere

Uno dei principali potenziali vantaggi riguarda la possibilità di operare in aree dove l’accesso con mezzi terrestri è limitato dalla conformazione del terreno.

Rapidità di intervento

Il dato di circa 15 minuti per ettaro riportato nella prova di Lucinasco evidenzia il potenziale interesse dei droni anche dal punto di vista della rapidità operativa.

La tempestività può essere un elemento importante quando è necessario intervenire in una determinata finestra temporale.

Traiettorie di volo pianificate

I droni agricoli possono utilizzare percorsi programmati e ripetibili.

Questo permette di organizzare il lavoro sulla base della configurazione dell’appezzamento e delle esigenze operative.

Meno movimentazione di macchinari pesanti

Nei sistemi terrazzati, evitare di movimentare continuamente macchinari pesanti tra spazi ristretti può rappresentare un ulteriore elemento di interesse.

Integrazione con le attrezzature tradizionali

Il punto non è necessariamente sostituire trattori e attrezzature terrestri.

Al contrario, uno scenario interessante è quello in cui droni e mezzi tradizionali lavorano in modo complementare, utilizzando ciascuna tecnologia negli ambienti in cui risulta più adatta.

Droni agricoli: velocità operativa ed efficacia agronomica non sono la stessa cosa

Un aspetto fondamentale della prova di Lucinasco riguarda la corretta interpretazione dei risultati.

Il dato relativo alla velocità di trattamento è un dato operativo.

Non è invece sufficiente, da solo, per determinare l'efficacia biologica del trattamento contro la mosca dell'olivo.

Per valutare in maniera completa il risultato agronomico sarebbero necessari ulteriori dati, tra cui informazioni relative a:

  • modello e configurazione del drone;
  • prodotto utilizzato;
  • dose e volume di distribuzione;
  • condizioni meteorologiche durante il trattamento;
  • modalità di applicazione;
  • eventuale gruppo di controllo;
  • livello di infestazione iniziale;
  • riduzione dell’infestazione dopo il trattamento;
  • eventuali effetti sulla produzione e sulla qualità delle olive.

Questi elementi permetterebbero di passare dalla valutazione della performance operativa alla valutazione dell’efficacia agronomica complessiva.

I droni sostituiranno i trattori negli oliveti?

Non necessariamente.

La tecnologia drone non deve essere interpretata come una sostituzione automatica delle attrezzature tradizionali.

In un oliveto pianeggiante, facilmente accessibile e dotato di ampi spazi di manovra, i mezzi terrestri possono continuare a rappresentare una soluzione estremamente efficace.

Il vantaggio del drone può emergere soprattutto quando cambiano le condizioni operative.

Più il terreno diventa difficile da raggiungere, terrazzato o caratterizzato da spazi ridotti, più diventa interessante valutare soluzioni che non richiedono l’accesso diretto del mezzo all’interno dell’appezzamento.

La vera evoluzione potrebbe quindi essere rappresentata da un modello integrato:

mezzi terrestri + droni agricoli + agricoltura di precisione.

Cosa significa la prova di Lucinasco per l’agricoltura italiana?

La sperimentazione rappresenta un ulteriore esempio di come i droni agricoli stiano passando dalla sperimentazione teorica alla valutazione sul campo.

L’interesse non riguarda soltanto le prestazioni del drone in sé, ma la sua capacità di rispondere a problematiche concrete dell’agricoltura italiana.

Terreni difficili, appezzamenti frammentati, coltivazioni terrazzate e accessibilità limitata sono condizioni nelle quali la tecnologia può essere valutata non semplicemente per la sua innovazione, ma per la sua utilità pratica.

La prova di Lucinasco offre quindi uno spunto interessante per riflettere sul futuro dell’olivicoltura di precisione in Italia.

Il ruolo di Skylio

In Skylio, lavoriamo per avvicinare la tecnologia dei droni agricoli, la formazione e il supporto operativo agli agricoltori e ai professionisti italiani.

L’obiettivo è contribuire a un utilizzo consapevole della tecnologia, partendo dalle esigenze reali del territorio e dalle caratteristiche delle singole coltivazioni.

Perché il futuro dell’agricoltura di precisione non consiste semplicemente nell'utilizzare nuove tecnologie.

Consiste nel capire dove, quando e come utilizzarle per risolvere problemi concreti.

Conclusioni

La prova condotta a Lucinasco evidenzia un possibile campo di applicazione dei droni agricoli nell’olivicoltura ligure, soprattutto in presenza di terreni ripidi e terrazzati.

Il dato di 1 ettaro trattato in circa 15 minuti, riportato dal CeRSAA, è un elemento operativo significativo, ma non consente da solo di determinare l’efficacia biologica del trattamento contro Bactrocera oleae.

Saranno necessari ulteriori dati e sperimentazioni.

Il segnale, tuttavia, è interessante: i droni agricoli vengono sempre più valutati direttamente nei contesti produttivi italiani, dove possono potenzialmente integrare le tecnologie tradizionali e offrire nuove possibilità operative.

Fonte: CeRSAA / Drone Blog News
DJI AGRAS T100 mostrato a scopo illustrativo

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